Lidl multata dall’Antitrust per un milione di euro, ingannava i consumatori

Italia – La Lidl nota azienda di supermercati discount è stata multata dall’Antitrust per un milione di euro. L’azienda si sarebbe resa colpevole di aver omesso delle informazioni importanti sui pacchetti di pasta. I due marchi in vendita nei supermercati della Lidl, Combino e Italiamo, riportano sulla confezione la dicitura “Prodotto italiano”. In realtà, sempre secondo l’Antitrust, il grano utilizzato non è del tutto italiano.

Dalle analisi effettuate su campioni di prodotto, il grano italiano sarebbe soltanto il 40%. Il restante 60%, cioè la maggior parte, sarebbe di provenienza dai Paesi dell’Unione Europea e anche dal di fuori.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, AGCM, ha dichiarato che i titolari della Lidl sono stati colpiti da questo provvedimento, perché i loro prodotti recano informazioni fuorvianti. In pratica, il fatto che ci sia scritto “Prodotto italiano” lascerebbe pensare al consumatore che la materia prima e la produzione siano completamente italiane. “Le confezioni rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche di tale pasta” è scritto nella dichiarazione dell’Antitrust. Mancano quindi le “adeguate e contestuali indicazioni sull’origine anche estera del grano duro utilizzato”.

La sanzione da un milione di euro è stata comminata soltanto alla Lidl. Gli altri marchi che erano coinvolti nella stessa indagine, si sono impegnati a correggere le diciture presenti sulle loro confezioni. I controlli dell’Antitrust avevano riguardato, oltre a Lidl, anche Auchan, Cocco, Divella e De Cecco.

I procedimenti riguardavano tutti le informazioni fuorvianti che venivano date ai consumatori attraverso le confezioni della pasta. I suddetti marchi hanno assicurato di effettuare immediatamente le modifiche necessarie, sia sui solo siti, sia sulle confezioni. L’azienda Lidl ha invece dichiarato di non condividere l’interpretazione che sta alla base del provvedimento. Secondo i titolari le loro diciture rispettano perfettamente le norme vigenti, quindi si riservano di tutelare i propri diritti nelle sedi opportune.

I rischi nascosti nel grano proveniente dall’estero

Ma perché i consumatori devono essere avvertiti del fatto che il grano possa venire dall’estero? Uno dei motivi è rappresentato dall’uso dei pesticidi o degli erbicidi, durante la coltivazione del grano. In Italia le norme che riguardano tale utilizzo sono molto restrittive, mentre non è così negli altri paesi dell’Unione Europea.

Nella pasta prodotta con grano coltivato altrove, spesso si trovano residui di tali sostanze, in particolare il glifosato. Un uso massiccio di questo elemento si riscontra in Canada. Infatti, proprio da questo paese proveniva il grano sequestrato lo scorso anno a Pozzallo, ottomila tonnellate destinate ai mulini siciliani.

Ad oggi gli unici marchi nei quali si rinvengono piccole tracce tollerabili di glifosato sono la Granoro, la Barilla, La Molisana e la Voiello. Tutte le altre ne contengono quantità maggiori. Nessuna traccia invece nelle paste di tipo biologico, con marchio Bio certificato.

Mi piace scrivere, anzi, è una vera e propria passione che mi fa compagnia dall’infanzia. Ho studiato al conservatorio di musica dell’Aquila, poi ho fatto altri corsi specialistici su temi speciali, come il turismo, l’insegnamento, la filosofia, il marketing, le religioni. Ho scritto un libro, ne sto scrivendo un secondo e ho vari blog su internet e pagine Facebook. L’altra mia passione è la radio, nella quale ho lavorato per più di vent’anni e collaboro tuttora.

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