Fragole, ancora pesticidi: fino a 7 nello stesso campione. Tra i peggiori stavolta c’è Eurospin e Esselunga!

Uno dei frutti simbolo della primavera – dolce, succoso e amatissimo da adulti e bambini – torna sotto la lente d’ingrandimento: le fragole. Un’indagine appena pubblicata da Il Salvagente, condotta su 15 confezioni acquistate nei principali supermercati italiani, ha fatto emergere ancora una volta un problema ben noto ma tutt’altro che risolto: la contaminazione da pesticidi.

Fragole in tavola: ma cosa contengono davvero? Il nuovo test scopre un mix di pesticidi in molte marche

Dietro il fascino rosso brillante delle fragole, si nasconde spesso una realtà meno rassicurante. I test di laboratorio hanno evidenziato la presenza contemporanea di fino a 7 diversi pesticidi nello stesso campione. Sebbene tutti i prodotti esaminati rispettino i limiti legali, la quantità e la varietà di sostanze chimiche trovate desta preoccupazione, soprattutto alla luce dei potenziali effetti a lungo termine sulla salute umana.

Quali fragole sono state analizzate?

Ecco le insegne e i marchi presi in esame dal test:

  • Lidl

  • Coop

  • Conad

  • Esselunga

  • Todis

  • Carrefour

  • NaturaSì

  • Naturitalia

  • Mediterraneo Fragole

  • Agrì Margutta

  • Terre d’Italia

  • La Selva

  • La Favetta

  • Scarnato

  • Petrosino Sabato (azienda agricola)

Tutti i prodotti provenivano da coltivazioni italiane, molte delle quali associate a varietà regionali riconoscibili.

I risultati del test: migliora la situazione, ma i pesticidi restano

Rispetto all’indagine del 2020, il panorama sembra in leggero miglioramento: nessun superamento dei limiti normativi e nessuna sostanza esplicitamente vietata in circolazione. Tuttavia, in due confezioni è stata rilevata la presenza di ethirimol, un principio attivo non più ammesso in agricoltura. La sua comparsa potrebbe essere collegata alla degradazione del bupirimate, un pesticida ancora legale.

Nel complesso, sono state trovate 24 sostanze pesticidi oltre la soglia di quantificazione, oltre a un gran numero di tracce inferiori a quel limite, ma comunque rilevabili.

Una delle sostanze più preoccupanti rilevate è il metabolita cis-enol dello spirotetramat, comparso in cinque campioni. Questo composto è collegato a possibili effetti negativi sulla fertilità e lo sviluppo embrionale, e sarà ufficialmente vietato in Europa dal 30 ottobre 2025.

I campioni peggiori secondo l’analisi

Alcuni marchi si sono distinti negativamente per l’alto contenuto e la varietà di pesticidi:

  • La Favetta: voto 4 – 7 pesticidi + 3 in tracce

  • Esselunga “Regina della Basilicata”: voto 4 – 6 pesticidi + 1 in tracce

  • Eurospin “La Selva”: voto 5 – 5 pesticidi + 5 in tracce

Tra questi, La Favetta ha ottenuto il punteggio più basso a causa del mix di ben sette pesticidi differenti rilevati nel campione.

Chi si salva? Il biologico vince ancora

Dall’altro lato della classifica spiccano due referenze biologiche che hanno ottenuto il punteggio massimo, distinguendosi per l’assenza – o quasi totale assenza – di residui chimici.

Il test conferma ancora una volta che la coltivazione biologica, se ben gestita, rappresenta la scelta più sicura per chi desidera ridurre l’esposizione ai pesticidi, senza rinunciare al gusto della frutta fresca.

Perché preoccuparsi dei pesticidi, anche sotto i limiti legali

La presenza simultanea di più pesticidi – anche entro i limiti di legge – può rappresentare un rischio combinato per la salute, una condizione spesso sottovalutata nella normativa europea. Alcune molecole rilevate sono classificate come:

  • Possibili cancerogeni: bupirimate, tebufenpyrad

  • Tossici per la riproduzione: fluopyram, penconazole

  • Sospetti interferenti endocrini

  • Pericolosi per le api e gli impollinatori: neonicotinoidi

La presenza ripetuta di questi composti, anche in dosi minime, dovrebbe far riflettere i consumatori più attenti e informati.

Come sono stati assegnati i voti

La valutazione finale ha preso in considerazione:

  • Numero e concentrazione dei pesticidi rilevati

  • Presenza di sostanze prossime al bando

  • Tracce di metaboliti ritenuti preoccupanti

  • Superamento delle soglie minime di sicurezza

I campioni con molteplici residui o con principi attivi sospetti sono stati penalizzati, anche in assenza di irregolarità formali.

Meglio biologico, meglio di stagione

Anche se la situazione sembra migliorare rispetto agli anni precedenti, la presenza sistematica di pesticidi nelle fragole coltivate in modo convenzionale resta un dato allarmante. Scegliere fragole biologiche, preferibilmente locali e di stagione, rappresenta non solo una scelta più salutare, ma anche più sostenibile.

Per consultare il dettaglio dei risultati e l’elenco completo dei marchi valutati, è possibile fare riferimento al numero di aprile 2025 de Il Salvagente.

Domande Frequenti

  • Qual è il problema principale riscontrato nelle fragole?
    Le fragole sono state trovate contaminate da pesticidi. Anche se rispettano i limiti legali, la quantità e la varietà di sostanze chimiche trovate destano preoccupazione per i potenziali effetti a lungo termine sulla salute umana.
  • Quali sono i marchi che hanno mostrato la più alta presenza di pesticidi?
    I marchi con la più alta presenza di pesticidi sono stati 'La Favetta', 'Esselunga Regina della Basilicata', e 'Eurospin La Selva'.
  • Qual è l'alternativa più sicura alle fragole convenzionali?
    Le fragole biologiche sono l'alternativa più sicura alle fragole convenzionali, in quanto presentano una minore o quasi assente presenza di residui chimici.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione

Autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Scienze degli alimenti e della nutrizione umana presso la Seconda Università di Napoli ed esperta di salute, alimentazione e benessere. Trovi il mio curriculum completo qui.

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