Nettarine e glicemia: alzano davvero lo zucchero nel sangue? Ecco cosa sapere
Le nettarine sono uno di quei frutti estivi che sembrano quasi “troppo dolci” per essere leggeri. Succose, profumate, comode da mangiare anche fuori casa, spesso fanno venire il dubbio: ma alzano la glicemia? La risposta, detta semplice, è questa: sì, un po’ la alzano, perché contengono zuccheri naturali e carboidrati. Però non sono un frutto da demonizzare, anzi. Se mangiate intere, con la buccia e in porzioni normali, hanno in genere un impatto abbastanza contenuto rispetto a dolci, succhi o snack zuccherati.
Indice glicemico: le nettarine sono alte o basse?
Le nettarine crude hanno un indice glicemico di circa 43, quindi rientrano tra gli alimenti a basso indice glicemico. Nella banca dati internazionale del Glycemic Index risultano anche con un carico glicemico indicativo basso per una porzione con circa 15 g di carboidrati. Questo significa che, per molte persone, non provocano un rialzo rapido e importante come può succedere con zuccheri aggiunti, bibite o dolci raffinati.
Quanti zuccheri hanno?
Per 100 g, una nettarina cruda apporta circa 44 kcal, 10,6 g di carboidrati, circa 7,9 g di zuccheri, 1,7 g di fibre e circa 201 mg di potassio. Una nettarina media, quindi, può arrivare più o meno a 60-70 kcal, dipende dalla grandezza.
Qui il punto è la quantità: una nettarina intera è una cosa, mangiarne tre o quattro tutte insieme è un’altra. Anche Diabetes UK ricorda che la frutta può stare nell’alimentazione di chi ha il diabete, ma conviene distribuirla nella giornata e non concentrare tanti carboidrati in un’unica volta.
Chi ha il diabete può mangiarle?
In generale, sì, le nettarine possono essere inserite anche da chi deve tenere d’occhio la glicemia, ma con attenzione alla porzione e al contesto del pasto. L’American Diabetes Association indica che un piccolo frutto intero, oppure circa mezza tazza di frutta, corrisponde spesso a circa 15 g di carboidrati, un riferimento utile per chi conta i carboidrati.
Meglio mangiarle intere e non sotto forma di succo o frullato. La frutta intera mantiene più fibre e dà più sazietà, mentre succhi e smoothie possono far arrivare zuccheri più velocemente e con meno controllo sulla quantità.
Come mangiarle per evitare picchi
Il modo più furbo è abbinarle a qualcosa che rallenti un po’ l’assorbimento: yogurt greco, una manciata piccola di mandorle, ricotta, kefir oppure un pasto che contenga proteine e grassi buoni. Anche la buccia aiuta, perché porta fibre: quindi, se le tolleri bene, meglio non sbucciarle.
Attenzione invece alle nettarine sciroppate, alle confetture e ai dessert già pronti: lì spesso non parliamo più solo dello zucchero naturale del frutto, ma anche di zuccheri aggiunti.
Quante mangiarne al giorno?
Per una persona sana, una o due nettarine al giorno possono tranquillamente rientrare in un’alimentazione equilibrata, considerando anche il resto della frutta mangiata nella giornata. Per chi ha diabete, insulino-resistenza o glicemia alta, meglio ragionare sulla propria risposta individuale: una nettarina media come spuntino può andare bene, ma conviene valutare con il medico o il nutrizionista se ci sono terapie, carboidrati da contare o glicemie molto variabili.
Quindi no, le nettarine non sono “vietate” per la glicemia. Sono frutti dolci, sì, ma anche ricchi di acqua, fibre e micronutrienti. Il trucco è non trasformarle in succo, non esagerare con le quantità e mangiarle nel modo giusto. Una nettarina fresca, intera e magari abbinata a yogurt o frutta secca resta una merenda estiva semplice, buona e molto più intelligente di tanti snack confezionati.
Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione
Autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Scienze degli alimenti e della nutrizione umana presso la Seconda Università di Napoli ed esperta di salute, alimentazione e benessere. Trovi il mio curriculum completo qui.