Questa è la crostata che consiglio sempre ai pazienti che hanno il diabete: non fa alzare di botto la glicemia, è leggera, sazia tanto ed è pure tanto buona!
Questa crostata per chi deve tenere d’occhio la glicemia nasce dall’idea della crostata con avena, mela e fragole, però la rendiamo più furba. Togliamo le banane mature dalla base, perché dolcificano sì, ma aggiungono zuccheri e rendono l’impasto più umido. Al loro posto usiamo farina di mandorle, un po’ di avena integrale e semi macinati: la base resta rustica, compatta e più saziante.
Sopra mettiamo uno strato sottile di confettura ai frutti di bosco senza zuccheri aggiunti e tanta frutta fresca a basso impatto glicemico, come fragole, lamponi, mirtilli e more. Detto questo, non è una crostata “libera”: anche se è più equilibrata, contiene comunque carboidrati, quindi la porzione conta sempre. Il controllo della glicemia dipende dal pasto completo e dalla risposta individuale; le linee guida ricordano che il conteggio dei carboidrati e le porzioni restano importanti.

Ingredienti
18- 110 gfarina di mandorle oppure nocciole tritate finissime
- 70 gfarina d’avena integrale oppure fiocchi d’avena frullati
- 15 gsemi di lino macinati oppure semi di chia macinati
- 1uovo grande
- 70 gyogurt greco bianco senza zuccheri
- 25 mlolio di semi oppure olio extravergine delicato
- 25-30 geritritolo a velo, facoltativo
- 1cucchiaino lievito per dolci
- Scorza di 1 limone
- 1pizzico di sale
- 150 gconfettura ai frutti di bosco senza zuccheri aggiunti
- 120 gfragole
- 80 glamponi
- 80 gmirtilli
- 50 gmore oppure ribes
- Succo di limone q.b.
- Cannella q.b.
- Mandorle a lamelle q.b. per decorare
Procedimento
Prepara la base In una ciotola unisci la farina di mandorle, la farina d’avena, i semi di lino macinati, il lievito, il pizzico di sale e la scorza di limone.
Aggiungi gli ingredienti umidi
Lascia riposare Copri l’impasto e lascialo riposare per 15 minuti. L’avena e i semi assorbono l’umidità e la base diventa più compatta.
Stendi nello stampo Ungi leggermente uno stampo da crostata oppure usa carta forno. Stendi l’impasto sul fondo e crea anche un piccolo bordo, aiutandoti con il dorso di un cucchiaio bagnato.
Cuoci la base Inforna a 180 °C per 18-20 minuti, finché la base diventa dorata ai bordi. Lasciala raffreddare bene prima di farcirla.
Prepara la frutta Lava fragole, lamponi, mirtilli e more. Taglia le fragole a fettine e condiscile con poche gocce di limone. Meglio usare frutta fresca intera o a pezzi, non frullata: rispetto ai succhi, la frutta intera mantiene più fibra e aiuta a gestire meglio la porzione.
Aggiungi la confettura Spalma sulla base fredda uno strato sottile di confettura ai frutti di bosco senza zuccheri aggiunti. Non serve esagerare: deve fare da velo rosso e tenere ferma la frutta.
Decora con frutta fresca Disponi sopra fragole, lamponi, mirtilli e more. La porzione di frutta va comunque considerata: Diabetes UK indica come riferimento circa 80 g per una porzione di frutta fresca, anche per chi vive con diabete.
Fai riposare Metti la crostata in frigorifero per 20-30 minuti prima di tagliarla. Così la base si compatta e la confettura resta più stabile.
Questa crostata non ha l’aspetto della classica frolla burrosa, ma viene bella lo stesso: base rustica, bordo dorato, confettura rossa e frutta fresca sopra. È più equilibrata della versione con banane, sciroppo e burro, però resta un dolce: meglio una fetta, gustata con calma, magari dopo un pasto bilanciato e non da sola a stomaco vuoto.
Valori nutrizionali
una fetta circa · valori indicativiAltri valori nutrizionali
I valori cambiano in base alla confettura scelta, alla farina di mandorle e alla quantità di frutta.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

