Avevo voglia della classica Camilla, ma in versione gigante: con tante carote, mandorle e arancia è venuta così alta e soffice perfetta per la colazione
La torta Camilla è uno di quei dolci che mi ricordano subito la colazione, ma preparata in casa ha tutto un altro sapore. In questa versione gigante ci sono carote, mandorle e succo d’arancia, una combinazione che rende l’impasto morbido, umido e molto profumato anche senza utilizzare burro.
Le carote vengono tritate finemente e quasi scompaiono nell’impasto, mentre le mandorle in polvere contribuiscono a mantenerlo soffice e l’arancia regala quel profumo che si sente già mentre la torta è ancora in forno.
Puoi prepararla con eritritolo oppure con zucchero: con il primo ottieni una versione senza zucchero aggiunto nell’impasto, perfetta da tagliare a fette e tenere pronta per le colazioni dei giorni successivi.
Torta Camilla gigante con carote e mandorle: alta, soffice e profumata all’arancia

Ingredienti
12- 230 gdi carote già pulite
- 3uova medie
- 180 gdi eritritolo oppure zucchero
- 120 gdi mandorle in polvere
- 100 gdi succo d’arancia
- scorza grattugiata di 1 arancia
- 80 gdi olio di semi
- 1cucchiaino di pasta di vaniglia
- 170 gdi farina 00
- 50 gdi fecola di patate
- 16 gdi lievito per dolci
- zucchero a velo q.b., facoltativo
Procedimento
Lava e pela le carote, quindi tritale molto finemente nel mixer
Più saranno fini, più si amalgameranno bene all’impasto senza lasciare pezzi evidenti.
In una ciotola capiente lavora le uova con l’eritritolo o lo zucchero fino a ottenere un composto più chiaro e leggermente spumoso. Aggiungi il succo d’arancia, l’olio di semi, la scorza grattugiata e la vaniglia e mescola bene.
Incorpora le carote tritate e le mandorle in polvere, quindi aggiungi poco alla volta la farina 00, la fecola di patate e infine il lievito setacciato. Mescola fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Versa il composto in uno stampo a semisfera da 20 cm precedentemente imburrato e infarinato, oppure preparato in modo adeguato al materiale dello stampo. Livella delicatamente la superficie.
Cuoci in forno statico preriscaldato a 170°C per circa 50 minuti, poi abbassa la temperatura a 160°C e prosegui per altri 20 minuti. Prima di sfornare fai sempre la prova stecchino, soprattutto al centro, perché la torta è molto alta.
Lascia raffreddare completamente la torta Camilla prima di capovolgerla e rimuoverla dallo stampo. Completa, se vuoi, con una leggera spolverata di zucchero a velo.
Valori nutrizionali
1 fetta, considerando 12 · valori indicativiAltri valori nutrizionali
Se utilizzi 180 g di zucchero al posto dell’eritritolo, una fetta arriva indicativamente a circa 275 kcal.
Il trucco per avere una torta Camilla alta e soffice anche al centro
La forma alta dello stampo richiede una cottura più lunga e graduale rispetto a una normale tortiera bassa. Per questo si parte da 170°C e si abbassa successivamente a 160°C: in questo modo l’interno ha il tempo di cuocere senza far scurire eccessivamente la superficie.
Anche le carote tritate molto finemente fanno la differenza, perché distribuiscono umidità in tutto l’impasto senza appesantirlo.
Infine, aspetta che la torta sia completamente fredda prima di sformarla: appena uscita dal forno è ancora molto morbida, mentre durante il raffreddamento acquista struttura mantenendo quella consistenza soffice e umida tipica della torta di carote.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

