Ho affettato 750 grammi di mele sottilissime e le ho messe tutte nell’impasto: questa torta viene quasi tutta frutta e resta morbidissima
La particolarità di questa torta millestrati di mele e uvetta si capisce già al primo taglio: c’è pochissimo impasto tra una fettina di mela e l’altra e l’interno rimane morbido, umido e ricchissimo di frutta. Si usano ben 750 g di mele, affettate sottilissime con la mandolina, insieme a 100 g di uvetta. Farina e fecola servono soprattutto a creare quel velo di impasto che tiene insieme tutti gli strati.
L’uvetta aggiunge una dolcezza naturale e si abbina benissimo al profumo di limone e rum, mentre la superficie diventa leggermente dorata durante la lunga cottura. È una torta diversa dal classico dolce di mele soffice: qui sono proprio le mele a essere protagoniste, quasi come in una torta invisibile ma un po’ più strutturata.

Ingredienti
13- 750 gdi mele
- 3uova medie
- 100 gdi uvetta
- 60 gdi eritritolo o zucchero
- 70 gdi fecola di patate
- 60 gdi farina tipo 1
- 50 mldi olio di semi
- 50 mldi acqua
- succo di ½ limone
- 1cucchiaino e ½ di lievito per dolci, circa 6 g
- ½ fialetta di aroma al rum
- zucchero semolato q.b. per la superficie, facoltativo
- zucchero a velo q.b. per decorare, facoltativo
Procedimento
Metti l’uvetta in una ciotolina con acqua tiepida e lasciala ammorbidire
Nel frattempo sbuccia le mele, elimina il torsolo e affettale molto sottilmente con una mandolina. Irrorale subito con il succo di limone e tienile da parte.
Rompi le uova in una ciotola capiente, aggiungi lo zucchero e montale con le fruste fino a ottenere un composto chiaro e leggermente spumoso. Versa poi l’olio di semi continuando a mescolare.
Aggiungi la fecola e la farina, quindi versa gradualmente l’acqua e l’aroma al rum
Mescola fino a ottenere una pastella liscia e, per ultimo, incorpora il lievito.
Scola molto bene l’uvetta e tamponala con carta da cucina
Aggiungine circa tre quarti all’impasto, poi incorpora delicatamente tutte le fettine di mela, cercando di rivestirle con il composto senza romperle.
Rivesti una tortiera da 24 cm con carta forno e versa all’interno mele e impasto, distribuendoli uniformemente. Completa con l’uvetta rimasta e, se vuoi, una leggera spolverata di zucchero semolato.
Cuoci nel forno ventilato preriscaldato a 170°C per 50-55 minuti
Se la superficie dovesse colorarsi troppo, coprila negli ultimi minuti con un foglio di alluminio. Lasciala raffreddare completamente prima di sformarla e, se vuoi, completa con poco zucchero a velo.
Valori nutrizionali
1 fetta su 10 · valori indicativiAltri valori nutrizionali
Per i valori per 100 g è stato considerato un peso finale della torta di circa 1,1 kg, che può variare in base alla quantità di acqua persa dalle mele durante la cottura.
Il trucco per ottenere davvero l’effetto mille strati
La cosa più importante è tagliare le mele sottilissime e tutte dello stesso spessore. Una mandolina è ideale: fettine troppo spesse rimarrebbero più separate e la torta perderebbe quella caratteristica consistenza compatta e stratificata.
Quando aggiungi le mele all’impasto, sembra quasi che siano troppe rispetto alla pastella, ma è proprio così che deve essere: l’impasto deve soltanto avvolgere le fettine, non sommergerle.
Anche il raffreddamento è fondamentale. Appena sfornata la torta è molto delicata e umida; una volta completamente fredda, gli strati si assestano e ogni fetta resta molto più compatta e definita. L’uvetta non ha bisogno di essere infarinata: basta strizzarla e asciugarla bene prima di aggiungerla all’impasto.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

