Il Castella cake, originario del Giappone, è un dolce soffice e arioso che può diventare un alleato della salute se preparato con attenzione agli ingredienti. La sua struttura leggera lo rende facilmente digeribile e, con le giuste modifiche, è possibile ottenere un dessert a basso indice glicemico, privo di zuccheri raffinati.
L’uso dell’eritritolo al posto dello zucchero e della farina tipo 1 invece della farina raffinata comune contribuisce a mantenere la glicemia stabile, favorisce il senso di sazietà e limita i picchi insulinici. Inoltre, le uova, essendo ricche di proteine ad alto valore biologico, aiutano nel controllo dell’appetito e nel mantenimento della massa muscolare, risultando particolarmente adatte anche per chi segue un regime ipocalorico o chetogenico.
Castella cake proteica e senza zucchero, morbidissima, alta e saziante: niente più picchi glicemici!

Ingredienti
7- 6uova grandi a temperatura ambiente
- 100 gdi eritritolo (in alternativa: maltitolo o stevia in proporzione)
- 100 gdi farina 1
- 2 cucchiaidi miele (opzionale, si può sostituire con acqua per versione completamente senza zucchero)
- 2 cucchiaidi latte caldo (vaccino o vegetale senza zuccheri aggiunti)
- 1cucchiaio di olio vegetale (preferibilmente olio di avocado o di semi spremuto a freddo)
- 1cucchiaino di estratto di vaniglia puro
Procedimento
• Preriscaldare il forno a 150°C, modalità statica
Preparare una teglia rettangolare o quadrata rivestita con carta forno.
• In una ciotola capiente, separare i tuorli dagli albumi
Montare i tuorli con l’eritritolo utilizzando uno sbattitore elettrico fino a ottenere una crema chiara, spumosa e densa (ci vogliono circa 5-7 minuti).
• Aggiungere ai tuorli l’olio, il latte caldo, il miele (se utilizzato) e l’estratto di vaniglia, mescolando delicatamente per amalgamare.
• Unire poco per volta la farina 1 setacciata, mescolando con una spatola con movimenti delicati dal basso verso l’alto per non smontare il composto.
• In un’altra ciotola, montare a neve ferma gli albumi
Incorporare una piccola parte degli albumi montati al composto di tuorli per alleggerirlo, poi aggiungere il resto con delicatezza, continuando a mescolare dal basso verso l’alto.
• Versare il composto ottenuto nella teglia preparata, livellare bene la superficie e sbattere leggermente la teglia sul piano per eliminare eventuali bolle d’aria.
• Cuocere in forno statico a 150°C per 35-40 minuti, finché la superficie sarà dorata e uno stecchino inserito al centro uscirà asciutto.
• Lasciar raffreddare completamente nella teglia, poi sformare il dolce e conservare in un contenitore ermetico o avvolto in pellicola per mantenerne la sofficità.
Questa versione del Castella cake è perfetta per colazioni leggere, spuntini bilanciati o dessert serali che non compromettono la salute metabolica. Ideale per chi cerca dolci con basso impatto glicemico e un profilo nutrizionale più adatto a regimi dietetici equilibrati o chetogenici.
Riferimenti bibliografici
Domande Frequenti
- Cosa è il Castella cake?
Il Castella cake è un dolce originario del Giappone, con una struttura soffice e ariosa. - Come può essere reso il Castella cake un dolce a basso indice glicemico?
Utilizzando eritritolo al posto dello zucchero e farina tipo 1 invece della farina raffinata, è possibile ottenere un Castella cake a basso indice glicemico. - Quali sono i benefici di un Castella cake preparato in questo modo?
Questo tipo di Castella cake contribuisce a mantenere la glicemia stabile, favorisce il senso di sazietà e limita i picchi insulinici. Inoltre, le uova, essendo ricche di proteine ad alto valore biologico, aiutano nel controllo dell'appetito e nel mantenimento della massa muscolare.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

