Una torta che sa di casa, di merende semplici e di profumo d’arancia che invade la cucina. La preparo spesso nei pomeriggi tranquilli, quando ho voglia di un dolce morbido ma non troppo pesante. La cosa bella è che resta umida per giorni e… sì, sparisce sempre troppo in fretta!
La chiamo “la mia Camilla”, perché è proprio lei: la versione fatta in casa delle famose merendine che mangiavo da bambina, ma più sana e con meno zucchero.
La preparo spesso la domenica, quando ho voglia di qualcosa di buono ma senza appesantirmi, o nei pomeriggi di pioggia, quando sento il bisogno di una coccola dolce ma leggera.
La cosa che amo di più? Resta morbidissima anche il giorno dopo — anzi, forse ancora più buona! — e ogni fetta ha appena 185 calorie, così posso concedermela a colazione con il caffè o come merenda, senza sensi di colpa. E poi è facilissima da fare: niente burro, niente latte, solo carote, un po’ di olio, succo d’arancia e tanta voglia di qualcosa di buono.
Soffice, leggera e profumatissima: la mia torta di carote senza sensi di colpa, con soli 185 Kcal e un sapore che mi ricorda l’infanzia!

Ingredienti
11- 3uova
- 180 gdi eritritolo (oppure zucchero se preferisci)
- 60 mldi succo d’arancia fresco
- 100 mldi olio (di semi o di cocco, come vuoi tu)
- Scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
- 200 gdi carote pelate (grattugiate o frullate finemente)
- 50 gdi farina di mandorle (puoi sostituirla con farina di riso se sei allergico al nichel)
- 50 gdi fecola di patate
- 240 gdi farina tipo 1
- 16 gdi lievito per dolci
- Zucchero a velo per decorare
Procedimento
Inizia con le basi:
In una ciotola rompi le uova, aggiungi l’eritritolo (o lo zucchero) e monta con le fruste fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
A questo punto aggiungi il succo d’arancia, l’olio e la scorza grattugiata. Il profumo che sprigiona in questo momento… è già una coccola!
Unisci le carote:
Aggiungi le carote frullate (oppure grattugiate finemente se vuoi una consistenza più rustica). Mescola con delicatezza per amalgamare tutto.
Aggiungi le farine:
Unisci la farina di mandorle, la fecola di patate, la farina tipo 1 e infine il lievito. Lavora l’impasto con le fruste fino a ottenere una crema liscia e vellutata — non troppo liquida ma neanche densa.
Inforna:
Versa l’impasto in una tortiera da 22 cm, oliata e infarinata (o foderata con carta forno).
Io a volte uso lo stampo a cupola per parrozzo, ma anche quello classico va benissimo.
Cuoci in forno statico preriscaldato a 170°C per circa 60 minuti.
Fai sempre la prova stecchino: se esce pulito, la tua Camilla è pronta!
Rifinitura:
Lasciala raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo — altrimenti rischia di rompersi.
Spolvera con zucchero a velo e, se vuoi, una grattata di scorza d’arancia fresca per un tocco profumatissimo.
Questa torta migliora col tempo. Il giorno dopo, la consistenza diventa ancora più soffice e umida — perfetta per colazione con una tazza di tè caldo o un caffè d’orzo.
È una ricetta “furba”, dolce ma leggera, che mette tutti d’accordo… anche chi dice di non amare i dolci con le carote.
Riferimenti bibliografici
Domande Frequenti
- Quali sono gli ingredienti principali della torta?
Gli ingredienti principali della torta sono: uova, eritritolo o zucchero, succo d'arancia, olio, scorza di arancia, carote, farina di mandorle, fecola di patate, farina tipo 1, lievito per dolci. - Quanto tempo richiede la preparazione e la cottura della torta?
La preparazione della torta richiede circa 15 minuti, mentre la cottura richiede circa 60 minuti. Il tempo totale è quindi di circa 1 ora e 15 minuti. - Quante calorie contiene una fetta di questa torta?
Una fetta di questa torta contiene circa 185 Kcal.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

