Questo pandolce è la versione più semplice e naturale del classico genovese: niente farine raffinate, solo farina tipo 1, più ricca di fibre e minerali. Il risultato è un dolce morbido ma compatto, dal sapore pieno e leggermente rustico, perfetto per la colazione o da servire con una tazza di tè nei giorni di festa.
Usare solo farina tipo 1 al posto della manitoba e della 00 è assolutamente possibile — l’impasto risulterà meno elastico, ma più umido e con un gusto più “vero”, leggermente integrale. L’unico accorgimento è impastare un po’ di più e, se serve, aggiungere 1-2 cucchiai di latte o acqua per ottenere una consistenza liscia e lavorabile.
Pandolce natalizio con sola farina tipo 1: più rustico, profumato e genuino

Ingredienti
11- 450 gdi farina tipo 1
- 150 gdi burro morbido
- 150 gdi eritritolo (o zucchero)
- 25 gdi miele millefiori
- 2uova intere
- 1cucchiaio di acqua di fiori d’arancio
- 1bustina di lievito per dolci
- 250 gdi uvetta (ammollata e asciugata)
- 50 gdi canditi (cedro e arancia)
- 30 gdi pinoli
- q.b.di zucchero a velo (facoltativo per decorare)
Procedimento
In una ciotola capiente, versa la farina tipo 1, lo zucchero e il lievito per dolci
Mescola bene con una spatola o a mano.
Aggiungi le uova, il miele, l’acqua di fiori d’arancio e infine il burro morbido a pezzetti.
Impasta energicamente per circa 10 minuti, a mano o con la planetaria, fino a ottenere un composto morbido ma compatto.Se l’impasto dovesse risultare troppo denso, aggiungi un cucchiaio di latte o acqua per ammorbidirlo.
Quando la massa è omogenea, unisci uvetta, canditi e pinoli, amalgamando con le mani per distribuirli in modo uniforme.
Forma una palla e adagiala su una teglia rivestita di carta forno.
Schiacciala leggermente con il palmo e pratica un taglio a triangolo sulla superficie per farla cuocere in modo uniforme.
Cuoci in forno statico preriscaldato a 160°C per circa 35–40 minuti, controllando la doratura negli ultimi minuti.
Lascia raffreddare completamente su una gratella, poi spolvera con zucchero a velo.
Consigli
La farina tipo 1 dona al pandolce un gusto più pieno e una consistenza leggermente rustica: meno “a briciola” rispetto alla 00, ma più morbida all’interno.
Se vuoi un risultato più soffice, puoi sostituire 50 g di farina tipo 1 con fecola di patate o amido di mais.
Si conserva bene per 3-4 giorni sotto una campana di vetro o avvolto nella pellicola.
Ottimo anche tostato leggermente e servito con miele o yogurt per colazione.
In breve: sì, puoi usare solo farina tipo 1 senza problemi. L’impasto sarà meno “elastico” ma più genuino e profumato, con una consistenza più piena e naturale.
Riferimenti bibliografici
Domande Frequenti
- Quali sono gli ingredienti per fare un pandolce?
Per fare un pandolce, avrai bisogno di farina tipo 1, burro morbido, eritritolo o zucchero, miele millefiori, uova intere, acqua di fiori d'arancio, lievito per dolci, uvetta, canditi, pinoli e zucchero a velo per decorare. - Cosa succede se uso solo farina tipo 1 per fare il pandolce?
Usare solo farina tipo 1 per fare il pandolce risulterà in un impasto meno elastico, ma più umido e con un sapore più 'vero', leggermente integrale. Potrebbe essere necessario impastare un po' di più e, se necessario, aggiungere 1-2 cucchiai di latte o acqua per ottenere una consistenza liscia e lavorabile. - Come posso conservare il pandolce?
Il pandolce si conserva bene per 3-4 giorni sotto una campana di vetro o avvolto nella pellicola.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

