La zuppa contadina che preparo sempre dopo Natale: leggera, depurativa e piena di fibre, perfetta per rimettermi a posto!
Questa zuppa è una di quelle ricette che ti abbracciano. Davvero. L’ho preparata in una giornata fredda, una di quelle in cui rientri con le mani gelate e pensi solo a una cosa: qualcosa di caldo, semplice e che sappia di casa. La zuppa farinata toscana, con cavolo nero e borlotti, è proprio questo: un piatto povero, contadino, ma pieno di sapore. Il cavolo nero che si ammorbidisce piano piano, i fagioli che si sciolgono quasi, la farina di mais che lega tutto e lo rende denso, quasi cremoso… e poi il profumo dell’aglio e della cipolla rosolata che ti invade la cucina.
Ah, nota personale (e un po’ ridicola): mentre registravo la ricetta mi sono accorta che la farina di mais ERA FINITA. Panico. Ho usato il semolino e… sorpresa: era buonissima lo stesso. Quindi sì, la cucina contadina è anche improvvisazione.

Ingredienti
11- 200 gfagioli borlotti già cotti
- 100 gfarina di mais per polenta (o semolino se finite la farina… come me)
- 2mazzi di cavolo nero (circa 300 g)
- 2 spicchid’aglio
- 2coste di sedano
- 1cipolla rossa piccola
- 1bicchiere di passata di pomodoro
- Brodo vegetale bollente q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
- Peperoncino secco intero (facoltativo, ma ci sta troppo bene)
Procedimento
Il soffritto “di base”
In un tegame largo scalda un buon giro d’olio (non lesinare, la cucina toscana non è timida).
Aggiungi la cipolla rossa tritata e un pizzico di sale.
Quando inizia a diventare morbida e trasparente, unisci il sedano tagliato finissimo e gli spicchi d’aglio schiacciati.
Il profumo a questo punto è già da casa della nonna.
Prepara il cavolo nero
Togli i gambi più duri — non buttarli! — e tienili da parte per il brodo di un altro giorno.
Taglia le foglie a pezzi grossi e buttale nel tegame insieme ai borlotti e alla passata di pomodoro.
Mescola e lascia insaporire qualche minuto: è qui che tutto inizia a “parlare la stessa lingua”.
Aggiungi il brodo e cuoci
Copri con brodo vegetale bollente e lascia andare a fuoco medio per circa 15 minuti, mescolando ogni tanto.
Se si asciuga troppo, aggiungi altro brodo: la zuppa deve rimanere morbida.
Addensa con la farina di mais
A metà cottura versa la farina di mais (o il semolino, se ti capita la mia stessa disavventura).
Mescola bene perché tenderà ad addensare subito.
Continua la cottura finché la zuppa diventa densa, quasi “grassa”, come una vellutata rustica.
Riposo e servizio
Spegni il fuoco, aggiungi un filo d’olio buono e… aspetta qualche minuto.
Le zuppe, come le persone, hanno bisogno di riposare per dare il meglio.
Questa zuppa contadina toscana è uno di quei piatti che scalda più del termosifone. È semplice, profumata, sana (una bomba di fibre, davvero), e il bello è che puoi improvvisare senza paura: più cavolo? Mettilo. Niente farina di mais? Semolino. Niente fagioli borlotti? Anche i cannellini vanno alla grande.
E i gambi del cavolo… non buttarli mai: sono oro per i brodi.
Riferimenti bibliografici
Domande Frequenti
- Quali sono gli ingredienti necessari per la zuppa contadina toscana?
Per la zuppa contadina toscana avrai bisogno di fagioli borlotti, farina di mais per polenta (o semolino), cavolo nero, aglio, sedano, cipolla rossa, passata di pomodoro, brodo vegetale, olio extravergine d'oliva, sale e peperoncino secco intero. - Qual è il tempo di preparazione per la zuppa contadina toscana?
Il tempo di preparazione complessivo per la zuppa contadina toscana è di circa 35-40 minuti, compreso il tempo di riposo. - Cosa fare se non ho la farina di mais?
Se non hai la farina di mais, puoi sostituirla con il semolino come ha fatto l'autore della ricetta.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

