Stamattina colazione diversa dal solito, mi ero stancata dei pancake: coì ho fatto questo dolce austriaco soffice, leggero e che posso farcire come voglio!
Il kaiserschmarrn è uno di quei dolci che stanno un po’ a metà tra un pancake, una crêpe spessa e una frittata dolce. A vederlo così sembra quasi improvvisato, perché alla fine si spezzetta in padella in modo grossolano, ma è proprio questo il suo bello.
Mi piace perché ha una consistenza molto soffice, quasi gonfia, e quando lo mangi ancora tiepido con un po’ di crema di nocciole o una confettura sopra diventa una di quelle colazioni o merende che sembrano più “da rifugio di montagna” che da cucina di tutti i giorni. La ricetta di base è semplice: uova, latte, farina e poco dolcificante. Poi ci sono gli albumi montati a neve che fanno tutta la differenza, perché rendono l’impasto più alto e morbido.
È uno di quei dolci che, anche se viene spezzettato alla fine, fa comunque la sua figura.

Ingredienti
10- 4uova
- 30 gdi eritritolo(oppure sciroppo d’agave o d’acero)
- 250 gdi farina tipo 1
- 300 mldi latte
- 1/2 bicchierino di rum bianco (facoltativo)
- burro q.b. per la padella
- zucchero a velo q.b. (facoltativo)
- crema di nocciole
- oppure confettura di mirtilli light
- oppure quello che preferisci
Procedimento
Separa tuorli e albumi
Per prima cosa separo i tuorli dagli albumi e li metto in due ciotole diverse.
Prepara la base dell’impasto
Nella ciotola con i tuorli aggiungo il latte e mescolo bene con una frusta.
Poi unisco la farina setacciata, un po’ alla volta, continuando a mescolare fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Se decido di usarlo, aggiungo anche il rum bianco e mescolo ancora.
Monta gli albumi
Con le fruste pulite inizio a montare gli albumi.
Quando cominciano a fare schiuma aggiungo poco per volta l’eritritolo e continuo fino ad ottenere una neve ben ferma.
Questo passaggio è importante, perché è quello che poi rende il kaiserschmarrn soffice e alto.
Unisci i due composti
A questo punto incorporo gli albumi al composto di tuorli, poco alla volta.
Mescolo delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola o una frusta a mano, cercando di non smontare tutto. Alla fine deve venire un composto gonfio, arioso e abbastanza spesso.
Cuoci in padella
Scaldo una padella antiaderente e faccio sciogliere una piccola noce di burro.
Verso l’impasto nella padella e lo lascio cuocere a fiamma bassa per circa 4-5 minuti.
Quando in superficie iniziano a comparire delle bollicine e sotto si è formata una bella base dorata, lo giro con una paletta.
Per facilitarti puoi anche dividerlo in 2 o 4 parti prima di girarlo, così è molto più semplice.
Spezzettalo
Quando anche il secondo lato è cotto, lo spezzo grossolanamente con la spatola direttamente in padella.
È proprio questa la sua caratteristica: non deve essere perfetto, anzi, deve sembrare un po’ rustico e irregolare.
Servi
Lo trasferisco nel piatto, lo spolvero con un po’ di zucchero a velo se mi va, e lo servo ancora tiepido con:
crema di nocciole
oppure confettura di mirtilli
oppure altra crema o marmellata a piacere
Consigli utili
Se vuoi un risultato più leggero, usa poco burro solo per ungere bene la padella.
Il rum è facoltativo, quindi puoi tranquillamente ometterlo.
Va servito appena fatto: è in quel momento che dà il meglio di sé, perché resta soffice e tiepido.
Questo è uno di quei dolci che sembrano quasi “sbagliati” quando li spezzetti, invece è proprio lì che diventano belli. Ha qualcosa di molto casalingo, un po’ disordinato ma super confortante. E con una buona confettura sopra, secondo me, finisce sempre troppo in fretta.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

