La pasta al pesto di mandorle è uno di quei primi piatti che sembrano elaborati, ma in realtà si preparano mentre l’acqua della pasta arriva a bollore. Il condimento viene cremoso, leggermente granuloso, profumato di basilico e limone, con quella nota saporita data da pecorino, parmigiano e alici.
Lo dico subito: è un pesto ricco, quindi non serve esagerare con le quantità. Con queste dosi viene un condimento abbondante; per 320 g di pasta bastano circa 6-8 cucchiai di pesto, poi si allunga tutto con un po’ di acqua di cottura. Così la pasta resta cremosa senza diventare pesante.
Pasta al pesto di mandorle: cremosa, profumata e pronta in pochi minuti

Ingredienti
13- 320 gpasta lunga, tipo linguine, spaghetti o bavette
- 150 gmandorle pelate
- 80-100 mlolio extravergine d’oliva
- 50 gparmigiano grattugiato
- 50 gpecorino grattugiato
- 35 gbasilico fresco
- 3filetti di alici sott’olio
- 1limone non trattato, solo scorza
- 1spicchio d’aglio, facoltativo
- Sale q.b.
- Basilico fresco q.b.
- Scorza di limone q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
Procedimento
Tosta le mandorle
Cuoci la pasta
Profuma il mixer
Prepara il pesto
Regola la consistenza
Condisci la pasta
Completa il piatto
Questa pasta al pesto di mandorle è cremosa, profumata e diversa dal solito. Il limone alleggerisce il sapore delle mandorle, le alici danno profondità senza sentirsi troppo, e il basilico fa il resto. Se avanza un po’ di pesto, conservalo in frigo coperto da un filo d’olio e usalo il giorno dopo su bruschette o verdure grigliate.
Valori nutrizionali
1 porzione · valori indicativiAltri valori nutrizionali
a porzione condita in modo generoso, ma non con tutto il pesto.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

