Per anni molte persone hanno lavato il pollo crudo sotto l’acqua del rubinetto pensando di renderlo più pulito. È un gesto che sembra logico: lo sciacqui, togli l’odore, elimini eventuali residui e poi lo cucini. In realtà, dal punto di vista della sicurezza alimentare, è proprio una delle cose che oggi viene sconsigliata.
È corretto lavare la carne di pollo prima di cuocerla? Si o No

La risposta è semplice: no, la carne di pollo non andrebbe lavata prima della cottura. Il motivo non è che il pollo sia già “sterile”, anzi. Il pollo crudo può contenere batteri come Campylobacter, Salmonella o altri microrganismi responsabili di tossinfezioni alimentari. Il punto è che lavarli sotto l’acqua non li elimina davvero: rischia invece di spargerli nel lavandino, sul piano cucina, sulle mani, sugli utensili e magari anche sugli alimenti vicini.
Perché lavare il pollo è rischioso
Quando metti il pollo sotto l’acqua corrente, gli schizzi possono sembrare invisibili, ma arrivano facilmente intorno al lavandino. Quelle goccioline possono trasportare i succhi della carne cruda e contaminare superfici che poi userai per altro: un tagliere, un coltello, una ciotola, un’insalata già lavata o il pane da portare in tavola.
Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità richiamano proprio questo punto: il pollo crudo non va lavato prima della cottura, perché si rischia di diffondere batteri sulle superfici della cucina, in particolare nel lavandino.
Il CDC riporta anche un dato interessante: in uno studio USDA, 1 persona su 7 che aveva pulito il lavandino dopo aver lavato il pollo aveva ancora germi presenti nel lavandino. Questo fa capire bene il problema: anche quando pensiamo di aver pulito, la contaminazione può restare.
Ma allora come si eliminano i batteri?
Con la cottura corretta, non con il lavaggio. Il calore è il vero passaggio di sicurezza. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti spiega che cuocere il pollo alla temperatura corretta elimina i batteri, mentre lavarlo non è necessario e aumenta il rischio di contaminazione crociata. Per il pollame, la temperatura interna sicura indicata dall’USDA è 74 °C, cioè 165 °F, misurata con un termometro da cucina nella parte più spessa.
Da nutrizionista, lo direi così: non serve cercare di “sterilizzare” il pollo prima. Serve maneggiarlo bene e cuocerlo bene. Il pollo deve arrivare a cottura completa, senza parti crude o rosate vicino all’osso, e i succhi devono risultare chiari.
E limone, aceto o sale?
Anche qui attenzione. Marinare il pollo con limone, aceto, spezie o erbe aromatiche può essere utile per renderlo più profumato e tenero, ma non va considerato un metodo sicuro per eliminare i batteri. Può migliorare il gusto, non sostituisce la cottura.
Lo stesso vale per il sale: può insaporire e aiutare alcune preparazioni, ma non rende automaticamente sicura la carne cruda. La sicurezza arriva sempre da tre cose: separare bene gli alimenti, evitare contaminazioni e cuocere correttamente.
Cosa fare invece di lavarlo
La prima cosa è aprire la confezione del pollo con attenzione, evitando di far colare i liquidi sul piano cucina. Se il pollo è molto umido, puoi tamponarlo con carta da cucina monouso, senza passarlo sotto l’acqua. Poi butta subito la carta e lava bene le mani.
Usa un tagliere dedicato alla carne cruda, oppure lavalo subito con acqua calda e detergente prima di usarlo per verdure, pane o alimenti già cotti. Il Ministero della Salute raccomanda di tenere separati carne, pollame e pesce crudi dagli altri alimenti e di usare utensili separati quando possibile, proprio per ridurre il rischio di contaminazione crociata.
Le mani vanno lavate bene dopo aver toccato il pollo crudo. Il CDC consiglia di lavarle con acqua e sapone dopo aver manipolato carne cruda, pollo, pesce, farina o uova, perché le mani sono uno dei veicoli più facili per spostare germi da un alimento all’altro.
Come conservarlo in frigorifero
Anche prima della cottura il pollo va trattato con attenzione. Meglio conservarlo nella parte bassa del frigorifero, dentro un contenitore chiuso o ben protetto, così eventuali liquidi non possono gocciolare su altri cibi. La Food Standards Agency dà proprio questo consiglio: coprire il pollo crudo e sistemarlo in basso nel frigo, lontano dagli alimenti pronti da mangiare.
Questa regola è importante soprattutto se nel frigo ci sono insalate, frutta già lavata, formaggi, pane, dolci o cibi cotti. Tutto ciò che non verrà più cotto non deve entrare in contatto con i succhi della carne cruda.
Quindi, lavare il pollo sì o no?
No: meglio non lavare il pollo crudo. È uno di quei gesti che sembrano igienici, ma in realtà possono aumentare il rischio in cucina. L’acqua non “disinfetta” la carne, mentre gli schizzi possono portare batteri dove non dovrebbero arrivare.
La cosa più sicura è questa: apri il pollo con attenzione, tamponalo se serve, tienilo separato dagli altri alimenti, lava bene mani e utensili, e cuocilo completamente. È meno scenografico del “lavaggio sotto il rubinetto”, ma è molto più corretto.
In cucina non sempre quello che sembra più pulito è davvero più sicuro. Con il pollo, il gesto giusto non è lavarlo: è non spargere i suoi succhi in giro. Una buona igiene, utensili separati e una cottura completa fanno molto più di una sciacquata veloce sotto l’acqua.

Dottoressa in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione, autrice e fondatrice di LaTuaDietaPersonalizzata.it. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli Studi di Salerno e con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana presso la Seconda Università di Napoli. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, vincendo una borsa di studio sulle caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli isoflavoni di soia. È autrice del libro “Il carciofo di Paestum IGP. Perché mangiare il carciofo fa bene” e relatrice del seminario “Proprietà salutistiche del carciofo”. Curriculum completo e attività professionali qui.

